L’apparecchio per i denti è sempre più diffuso nei bambini perché favorisce il corretto sviluppo della dentizione e risolve problemi come la malocclusione e i denti storti.

Oggi circa il 50-65% dei bambini ricorre all’apparecchio per i denti, per raddrizzare la dentatura o per ripristinare un dente mai erotto o perso. I denti vanno quindi curati innanzitutto per prevenire danni e dolori, solo in seconda battuta si penserà anche al beneficio estetico.

L’apparecchio può essere messo a tutte le età. Nei bambini con denti di latte o in dentatura mista, fase in cui cominciano a comparire anche i permanenti, è preferibile posizionare un’apparecchiatura funzionale o ortopedica al fine di favorire un corretto sviluppo delle ossa mascellari. 

Negli adolescenti e negli adulti si utilizzano apparecchiature ortodontiche fisse, tradizionali, volte a ottenere un corretto allineamento dei denti e una buona masticazione.”

Ecco le 6 cose fondamentali da sapere;

1) Quali problemi risolve? L’apparecchio per i denti è utile per prevenire o per risolvere tutta una serie di disturbi che potrebbero manifestarsi già dall’adolescenza. I problemi più comuni interessano le gengive, la masticazione, la colonna vertebrale, le articolazioni, i muscoli e l’apparato maxillo-facciale (denti, mandibola e mascelle) e possono causare cefalea muscolo-tensiva e mal di collo nell’età adulta.

2) Qualè l’età giusta per iniziare? È buona regola iniziare a curare i denti sin da piccoli per una diagnosi precoce del corretto sviluppo e una guarigione più rapida in caso di problemi. La prima visita dentistica andrebbe svolta fra i 3 e i 5 anni, mentre l’apparecchio per i denti può essere messo già intorno ai 6-7 anni, quando sono ancora presenti i denti da latte, di modo che possa agire bene e in fretta sulla conformazione ossea.

 

3) Quali  sono gli esami da effettuare prima di mettere l’apparecchio? Prima di mettere l’apparecchio, lo specialista prescrive, dopo aver preso le impronte della bocca, alcuni esami come la radiografia panoramica dei denti, la teleradiografia (valuta il rapporto tra denti e mascella con il cranio e i tessuti molli) laterale e frontale del cranio, la cefalometria (tracciati che riportano le misure della testa), eventualmente la radiografia del polso (per sapere a che punto è lo sviluppo osseo), e la rinomanometria (che valuta la funzione respiratoria nasale). La respirazione, la fonazione e la masticazione, infatti, devono funzionare al meglio per garantire un corretto sviluppo della bocca. 

 

4) Quali sono le malformazioni più comuni? I disturbi della bocca più comuni, per i quali serve l’apparecchio, sono quelli legati ad anomalie della mascella e della mandibola come  l’iposviluppo, l’ipersviluppo, arretramento e avanzamento della mandibola o del mascellare superiore. Altre malformazioni riguardano il numero dei denti, come avere uno o più denti in meno o  la presenza di uno o più denti in eccesso che possono creare affollamento. In più, molto diffuso il morso profondo (i denti superiori coprono del tutto quelli inferiori) e il morso aperto (un grosso spazio tra i denti anteriori delle due arcate).

5) Quando è il momento giusto? È importante agire prima che si formino i denti permanenti e prima della fine della maturazione scheletrica del piccolo per influenzare la crescita della conformazione ossea e dei denti stessi. Quindi prima del picco di crescita che nelle femmine avviene prima che dei maschi , dopo questa data i giochi sono fatti. L’apparecchio favorisce la giusta chiusura della mandibola di modo che ci sia anche una corretta pronuncia e masticazione.

6) Quanti tipi di apparecchio esistono? Gli apparecchi possono essere funzionali rimovibili, cioè mobili, ortopedici a trazione extraorale o fissi. Tutti esercitano una pressione sui denti e/o sulla mascella per mezzo di molle, elastici e attivatori. Alla fine della cura va sempre messo un apparecchio di contenzione per mantenere i denti dritti.

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