I bifosfonati sono dei farmaci che agiscono sul metabolismo dell’osso e vengono usati per alcune malattie delle ossa (sopratutto nell’osteoporosi) e in alcuni tipi di tumori (per la prevenzione delle metastasi che possono formarsi nell’osso).

I bifosfonati tendono a bloccare il naturale ricambio dell’osso, per cui questo diventa più “duro” ma, al contempo, ha una minore capacità a riparare le fratture e a guarire nel caso di traumi (come può essere l’estrazione di un dente o l’inserimento di un impianto).

I bifosfonati solitamente vengono usati dalle donne nel periodo della menopausa come prevenzione dell’osteoporosi e assunti sotto forma di compresse (una volta alla settimana), oppure di iniezioni intramuscolari (una volta al mese).

Nei casi più gravi, nei pazienti affetti da tumore, si usano i bifosfonati con iniezioni endovena per la prevenzione delle metastasi ossee.

I bifosfonati e il dentista

Poiché i bifosfonati si localizzano in tutte le ossa senza distinzioni, si depositano anche nelle ossa delle mascelle. Agiscono rallentando il metabolismo soprattutto nella mandibola, osso molto compatto e poco vascolarizzato.  

Dopo un’estrazione in cui si verifica un’importante perdita di osso può capitare che a causa dell’uso dei bifosfonati ci sia una certa difficoltà alla guarigione e alla riparazione dell’osso stesso. Inoltre, se la gengiva non riesce a coprire la zona di osso mancante, si possono verificare delle infezioni.

L’osteonecrosi dei mascellari si può verificare anche dopo l’inserimento di impianti endossei e quindi dopo interventi di implantologia dentale.

Per evitari inconvenienti il dentista, prima di trattare un paziente in terapia con questi farmaci, deve ben valutare la sua situazione clinica.

Come fare nel caso di interventi in bocca?

Occorre seguire determinate precauzioni:

  • – prima di tutto bisogna tenere un alto livello di igiene nella bocca, per abbassare il più possibile la quantità dei batteri, eliminare la placca batterica e il tartaro, curare eventuali gengiviti;
  • – in secondo luogo occorre prescrivere al paziente antibiotici per almeno due settimane consecutive;
  • – infine bisogna effettuare il trattamento nella maniera meno traumatica possibile, cercando di risparmiare l’osso.

La terapia è quindi un mix di trattamento e prevenzione, poiché una volta che il rallentamento del metabolismo osseo è stato indotto dai bifosfati, occorrono mesi prima che l’effetto svanisca, dunque la sospensione del farmaco al momento dell’intervento odontoiatrico è assolutamente inutile.

Cosa fare prima di intraprendere la terapia con bifosfonati?

È altamente consigliabile recarsi dal proprio dentista per un accurato controllo della salute orale prima di intraprendere una terapia con bifosfonati, così da rendere minime le possibilità di intervento odontoiatrico in corso di cura.

Qualora si renda strettamente necessario programmare un intervento chirurgico orale, si dovrà procedere a una modifica della posologia di assunzione del farmaco o a una sua sospensione.

Siamo soliti consegnare e discutere col paziente in terapia con bifosfonati una scheda di  promemoria contenente le informazioni di sicurezza da sapere prima e durante il trattamento con bifosfonati, unitamente a informazioni dettagliate sul caso specifico.

Rimane di fondamentale importanza l’approccio multidisciplinare tra Oncologo, Ortopedico, Medico Generico e Odontoiatra per una valida prevenzione e cura.

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