Ti mancano uno o più denti? Potresti valutare un impianto dentale, per ripristinare la funzione masticatoria e tornare a sorridere con serenità! 

Devi estrarre un dente e vorresti tornare quanto prima alla normalità? La soluzione giusta potrebbe essere un impianto dentale post estrattivo.

Cos’è un impianto dentale?

L’impianto dentale è un dispositivo che sostituisce un dente: si impianta una vite nell’osso e su questa si àncora poi una protesi dentaria (ovvero un nuovo dente artificiale).  

Per far fronte alle diverse casistiche garantendo la medesima stabilità agli impianti, si utilizzano diverse forme implantari (un bravo professionista ne utilizza almeno una decina); così come diversi sono anche i materiali utilizzati per le protesi.

 

È una procedura lunga?

L’intervento in sé dura poco e non richiede nessun ricovero, il paziente può tranquillamente tornare a casa subito dopo.

Se però prima di inserire l’impianto occorre estrarre il dente, la procedura standard prevede di aspettare 3 mesi dall’estrazione all’inserimento delle “viti di guarigione” (per dare tempo all’osso di ripristinarsi) e poi di aspettare ulteriori 4 mesi per poter applicare le protesi. Insomma, tempi biblici!

Si può però optare per una soluzione molto più rapida e altrettanto efficace: un impianto dentale post estrattivo, procedura che eseguiamo da anni presso il nostro studio.

 

Cos’è un impianto dentale post estrattivo e quali sono i suoi vantaggi:

Per impianto post estrattivo si intende l’inserimento di un impianto subito dopo aver eseguito l’estrazione del dente: in altre parole, le viti dell’impianto vengono inserite il giorno stesso dell’estrazione, in modo tale che servirà poi solamente un piccolo intervento per posizionare le “viti di guarigione” e poi si potrà passare subito all’esecuzione delle protesi.

In certi casi si può addirittura eseguire un “carico immediato”, ovvero applicare le protesi il giorno stesso(dunque un unico intervento per estrazioni, inserimento dell’impianto e ancoraggio delle protesi).

La comunità scientifica paragona il successo degli impianti post estrattivi a quello di impianti standard ad avvenuta guarigione dell’osso. I vantaggi degli impianti post estrattivi inoltre, sono molteplici:

si accorciano i tempi, dal momento che si evitano uno o addirittura due successivi interventi (e dunque ulteriori anestesie e terapie antibiotiche);

– la funzione masticatoria e quella estetica vengono subito recuperate;

– è possibile sfruttare lo spazio osseo della radice del dente estratto, senza dover trapanare l’osso e scaldarlo con le frese, fonte spesso di insuccessi;

– evidenze scientifiche affermano che ogni volta che si apre la gengiva per un intervento si ha riassorbimento osseo di almeno 1 mm: ridurre il numero di interventi garantisce dunque una migliore rigenerazione ossea.

È doloroso inserire un impianto? Che anestesia si usa?

L’inserimento della vite è molto semplice e praticamente indolore, perché il tessuto osseo non ha recettori sensoriali. In ogni caso, sulla parte interessata viene praticata un’anestesia locale. La superficie su cui si lavora è però molto piccola e viene dunque utilizzata una dose di anestetico minima.

 

Si perde molto sangue? Possono esserci complicanze?

Le perdite di sangue sono scarse o del tutto assenti e di norma la cicatrizzazione è immediata. Vi può essere un minimo indolenzimento post-intervento, che generalmente si risolve a breve con semplice uso di paracetamolo o ketoprofene. Il rischio di infezioni operatorie è molto basso, ma è comunque raccomandata una terapia antibiotica. Anche il rischio di rigetto è molto basso, se ci si affida a professionisti che eseguano un adeguato studio del caso e che abbiano sufficiente esperienza.

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Quanto dura un impianto?

Le viti dell’impianto non hanno una “data di scadenza” e con le giuste accortezze possono durare tutta la vita. Servono semplicemente una scrupolosa igiene orale quotidiana e regolari sedute di pulizia professionale, in modo da preservare le gengive e l’osso da infiammazioni e infezioni. Anche fumare è un’abitudine sconsigliata: la nicotina e gli idrocarburi delle sigarette provocano infatti un restringimento dei vasi sanguigni, che compromette l’ossigenazione dei tessuti ossei e quindi, nel tempo, la stabilità dell’impianto.

Per quanto riguarda invece le protesi dentarie ancorate alle viti (ovvero i nuovi denti artificiali), possono durare dai 10 ai 20 anni, a seconda del materiale utilizzato.

 

Alcune importanti considerazioni:

– non sottovalutare il curriculum di chi eseguirà l’intervento, dal momento che tutte le fasi sono delicate (estrazione compresa, che deve essere molto accurata al fine di preservare il tessuto osseo); nel nostro caso, ci avvaliamo di Medici specialisti in chirurgia maxillo-facciale, con più di 30 anni di esperienza in implantologia e con diverse migliaia di impianti inseriti;

 – sottoporsi a una visita accurata per una diagnosi ottimale; è necessario, ad esempio, avvalersi delle più moderne tecnologie radiologiche come la TAC, ausilio quotidiano presso il nostro studio.

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