La cavità orale è un sistema composto da habitat diversi tra loro ed è caratterizzata da un’elevata dinamicità, dovuta alla continua introduzione ed eliminazione di batteri e cibi.

Nella cavità orale esiste una popolazione batterica residente: oltre300 specie batteriche e microorganismi colonizzano la nostra bocca.

Tra i fattori che influenzano questo ecosistema troviamo:

– La presenza di placca: non si vede ad occhio nudo, tranne in casi di accumulo significativo, ed è formata da batteri che associandosi ai residui di cibo danno origine al tartaro;

– L’igiene orale, primario strumenti di prevenzione di placca, tartaro, carie, ascessi, alitosi e malattia paradontale; indispensabile l’uso quotidiano di spazzolino (meglio se elettrico), dentifricio e filo interdentale o scovolino, ogni tanto anche di collutorio (senza esagerare, per non danneggiare la bocca) e spatola pulisci lingua (2/3 volte a settimana); fondamentali poi regolari sedute di igiene orale professionale;

– La dieta alimentare: meglio non abusare di alimenti carichi di zuccheri complessi (cereali, legumi, tuberi) e di frutta acida, limitare il consumo di bevande gassate, prediligere cibi ricchi di vitamina D (salmone, sgombro e altri pesci grassi) e quelli fonte di calcio (prodotti caseari, verdure a foglia verde), largo anche alle fibre, che stimolano la produzione di saliva, utile a ripulire la bocca;

– I trattamenti odontostomatologici.

I batteri come lo S. Mutans e lo S. Sanguis, che colonizzano la superficie degli elementi dentali, sono la causa principale delle patologie più comuni del cavo orale: la carie e la malattia parodontale. 

Inoltre, diversi studi hanno evidenziato che le persone con scarsa igiene orale sono più soggette ad avere un attacco cardiaco. La causa è un batterio comune, lo Streptococco, lo stesso che causa la comparsa della carie e altre infezioni del cavo orale. Questo batterio si può diffondere nel sangue e causare la formazione di coaguli fatali, perché possono provocare ictus e infarti.

È inoltre oggetto di studio il collegamento tra la malattia parodontale e lo sviluppo di placche aterosclerotiche, che aumentano il rischio di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari.

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L’aterosclerosi è un processo patologico progressivo in cui le arterie di grande e medio calibro vengono occluse da lesioni fibrolipidiche. Alcuni tipi di batteri presenti a livello gengivale, che si diffondono nel circolo sanguigno a causa di infiammazioni e microlesioni dei tessuti gengivali (in pazienti affetti da malattia parodontale), possono esserne la causa.

I dati epidemiologici finora raccolti suggeriscono come il controllo dell’ infezione parodontale possa ridurre il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari: i soggetti con malattia parodontale hanno infatti circa il doppio delle probabilità di soffrire di malattia coronarica rispetto ai soggetti sani.

La parodontopatia può, inoltre, esacerbare patologie cardiache già esistenti. I pazienti a rischio di endocardite infettiva, per esempio, devono assumere degli antibiotici prima di essere sottoposti a procedure dentali che possono includere il sanguinamento delle gengive.

La parodontopatia può essere curata col laser dentale, così come molto utile può essere l’ozonoterapia. Scopri come in questo del Dott. Maini!

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