Da molto tempo utilizzo apparecchiature funzionalizzanti quando curo una malocclusione nel bambino come il cross bite, il morso profondo le II e le III classi.

Devo la mia esperienza a più di vent’anni di frequentazione della scuola ortodontica funzionale del Prof. Pietro Bracco di Torino che mi ha insegnato tutti segreti per poter conoscere e gestire al meglio queste apparecchiature.

Amo gli apparecchi funzionali perchè stimolano le naturali funzioni della bocca, esercitano delle forze leggere, sono confortevoli, non fanno venire la carie, hanno un effetto regolarizzante sulla postura e i bambini li portano volentieri.

Negli ultimi anni ho aggiunto un altro strumento di lavoro nella mia cassetta degli attrezzi.

Si tratta di una categoria di apparecchiature chiamate “equilibratori”, utili per riposizionare i denti nel bambino e nell’adulto e portare le arcate ad uno stato di armonia, con benefici non solo estetici ma anche funzionali per tutto il corpo, poiché anche queste apparecchiature  come quelle funzionali agiscono sulla postura rendendola più armonica.

 

Gli equilibratori stimolano nei bambini l’espansione naturale del palato, la respirazione attraverso il naso e la normale deglutizione, diminuendo e armonizzando le forze muscolari così come le apparecchiature funzionali classiche.

Gli equilibratori sono degli apparecchi morbidi ed elastici che migliorano l’allineamento dei denti riequilibrando proprio quelle funzioni neurovegetative che abbiamo visto, cioè la deglutizione, la masticazione, la respirazione nasale e la fonazione.

Sono indicati nei diversi tipi di malocclusione e sui pazienti di qualsiasi età e vengono indossati la notte per dormire e 2 ore durante il giorno.

Derivano da un’idea originale della scuola di ortopedia funzionalista francese degli attivatori Soulet-Besombes, strumenti in caucciù elastico che possiamo considerare i loro antenati, poiché oggi i materiali che li compongono sono completamente cambiati. L’idea originale si riferisce alla disciplina della dentosofia, che letteralmente significa “saggezza dei denti”, basata su un approccio umanistico all’odontoiatria che pone in primo piano il legame tra l’equilibrio della bocca, dell’essere umano e del mondo intero.

Secondo la dentosofia il riequilibrio della bocca porta al miglioramento delle funzioni di tutto il corpo, perché i denti possono essere considerati come uno specchio della nostra interiorità. Le diverse malocclusioni sono quindi il risultato di una serie di fatti che ci sono accaduti durante la nostra vita, coinvolgendo quindi la nostra sfera psichica, emozionale e affettiva.

La posizione dei nostri denti sarebbe così un vero e proprio linguaggio, che ci permette di definire il profilo psicologico e affettivo del paziente. Ecco così che la persona con morso profondo sarà rigorosa, con senso di responsabilità e del dovere forte, tendente alla rigidità, mentre quella con morso aperto avrà al contrario una personalità creativa e intuitiva.

In dentosofia ad ogni malocclusione, posizione e tipo di dente è associato un profilo psicologico ben preciso.

L’argomento è senz’altro molto interessante, perché non fa altro che comprovare ancora una volta l’esistenza di un codice tra bocca e postura, e cioè l’importanza del rapporto tra i denti e il nostro corpo nella sua totalità.

Da notare che prima di iniziare il trattamento con gli equilibratori è consigliato inviare il paziente dall’osteopata di fiducia per un reset osteopatico, da effettuarsi 3-4 giorni prima della terapia.

Questo sottolinea ancora una volta che per fare questo lavoro a 360 gradi il dentista deve collaborare con altri specialisti creando un team di lavoro multidisciplinare.

Quindi l’obiettivo degli equilibratori è quello di creare equilibrio, armonia, e benessere partendo proprio dall’equilibrio della bocca.

Infatti una bocca in equilibrio è sinonimo di una persona in pace con se stessa, nelle relazioni sociali e nel mondo che la circonda.

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